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AMARE IL BRUTTO, QUESTA E’ LA VERA SFIDA

Quando ho partorito, mi hanno dovuto fare un cesareo.

Mia figlia era podalica, cioè aveva la testina in alto e i piedini in basso. Questa posizione è rischiosa quando è il momento di nascere, perciò ormai quasi nessun medico si fida ad assistere un parto naturale con bambino podalico. Viene automaticamente consigliato il parto cesareo.

Ma io l’ho vissuto come una sconfitta.

Ero pronta da mesi, volevo vivere quella ‘prova del fuoco’ sulla mia pelle.

Ero terrorizzata, ma pronta.

E invece niente.

Così quando poi mi sono ritrovata con una cicatrice nuova sulla pancia, ricucita proprio malamente, tra l’altro, ero proprio arrabbiata.

In più ogni volta che posso, vado con il mio compagno nelle saune del Tirolo. Ci piace tantissimo.

Ma lì è costume andare completamente nudi, perciò per me è diventato un problema dover mostrare perfino in pubblico la mia cicatrice.

Allora ho deciso di farci un tatuaggio sopra, ma mi hanno detto che avrei dovuto aspettare due anni, perchè nessun tatuatore che si rispetti si azzarderebbe a toccare la pelle prima che sia completamente guarita.

Anche questa notizia non l’ho presa molto bene.

cicatrice-bella

Invece poi ho capito.

Questi due anni servivano proprio.

Non tanto perchè si rimarginasse la ferita della pelle, quanto perchè cambiasse dentro la mia visione rispetto alla cicatrice.

Mi sembrava una macchia di disonore, ora invece è la mia medaglia al valore.

Attraverso quel taglio nella mia pancia, è uscito molto più di mia figlia. Che già sarebbe stato tantissimo.

E’ uscita una nuova Luisa. Rinnovata dall’interno e per questo più bella.

Credevo di essere stata ferita e invece ho scoperto di essere non solo indenne, ma addirittura invulnerabile. Con un nuovo senso di Potere e un nuovo concetto di Forza.

Credevo che essere invincibili significasse essere rigidi abbastanza da non piegarsi mai.

Credevo anche che la forza fosse la capacità di non arrendersi e bastare a se stessi.

Ho imparato che sbagliavo.

Oggi per me essere forte è avere il coraggio di mostrare le mie fragilità ridendoci sopra, senza vergognarmi.

Oppure ammettere che quando non faccio tutto da sola, ma riesco a collaborare, le cose riescono meglio.

O ancora rendermi conto che quando riesco a non forzare le cose per farle andare come voglio io, ma mi affido all’Universo, vengo condotta verso spiagge meravigliose, oltre i miei stessi sogni…

In fondo se mia figlia è un capolavoro (cuore di mamma) è proprio perchè non l’ho ‘fatta’ da sola!

Oggi amo la mia cicatrice e non la noto nemmeno più.

So che c’è, ma non me ne ricordo mai, neppure in sauna. A volte non la vedo neppure quando la guardo.

E ho imparato che soltanto l’amore può compiere una simile trasformazione nella percezione visiva.

Vedere Bellezza dove c’è una ferita, è amore. Vedere bellezza dove c’è bruttezza, è unione. Capisci che brutto e bello vanno sempre a braccetto, sono la stessa cosa. Al punto che lo stesso concetto di bellezza smette di esistere e rimane solo amore.

Sono rimasta fedele alla mia massima ‘Se non posso essere più bella, posso almeno essere più colorata’, perciò non ho escluso del tutto l’idea del tatuaggio.

Ma non voglio che sia una toppa sopra il buco.

Sarebbe una maschera e io sarei totalmente incoerente con quello che insegno nei miei corsi.

Voglio che sia una scelta libera quella di aggiungere qualcosa di bello e significativo al mio corpo, quando davvero avrò un messaggio talmente importante da ricordare a me stessa, da sentire il bisogno di scriverlo sulla mia pelle.

Nel frattempo c’è sempre il nodo sul fazzoletto.

O le note sul cellulare.

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