Un tocco di Colore: il Bianco nella Moda.

Questa settimana il colore bianco è il protagonista indiscusso: è l’opposto del nero e rappresenta l’assenza di colori. Il bianco è comunemente considerato il colore della purezza, dell’innocenza e della castità, Biancaneve della celebre fiaba incarna perfettamente queste qualità… Dante nel Paradiso così descriveva i beati: “tanto bianco/che nulla neve a quel termine arriva”, così questo colore ci riporta anche alle figure angelicate dalle ali bianche e  dalle vesti candide ed immacolate. Nel Cinquecento, Sicillo araldo del re Alfonso d’Aragona, autore del “Trattato de i colori nelle arme, nelle livree et nelle divise” (1565 circa), elenca ben otto combinazioni di bianco dai particolari valori simbolici. Il bianco veniva indossato dalle gentildonne veneziane e trevigiane, non solo in occasione di eventi pubblici importanti ma anche dalle spose, per esprimere castità e purezza.

… ma fu la regina Vittoria

Se oggi il colore bianco ci rimanda subito all’idea dell’abito nuziale, nel Rinascimento e nel Seicento in tutta Europa si usavano vesti assai sgargianti e lussuose, solo a Venezia il bianco era il colore tradizionale delle spose. A partire poi dal XIX secolo, avvenne poi il cambiamento. Fu il matrimonio della Regina Vittoria con Alberto nel 1840, che decretò l’inizio di una tradizione che dura tutt’oggi, quella del bianco come colore caratteristico e imprescindibile per la definizione dell’abito da sposa. Un decennio più tardi, il Godey’s Lady’s Book, una delle prime riviste femminili negli Stati Uniti, proclamò il bianco quale tonalità più adatta all’abito da sposa.

Nella moda

Nella moda il bianco di fatto è una scelta attuata solo dalle più audaci, non è un colore facile da indossare, è una tinta impersonale, eppure è capace di trasmettere una profonda eleganza. Gianfranco Ferré ha fatto della camicia bianca un suo must distintivo, da capo semplice l’ha trasformato in autentica icona. Così diceva il couturier: “Nel lessico contemporaneo dell’eleganza mi piace pensare che la mia camicia bianca sia un termine di uso universale. Che però ognuno pronuncia come vuole.”

Uno degli abiti bianchi più celebri di tutti tempi lo ricordiamo nell’epica scena di “Quando la moglie è in vacanza” (1955) in cui una strepitosa Marylin Monroe indossa un abito indimenticabile; l’aria uscita da una grata della metropolitana di New York lo innalza in tutta la sua grazia sensuale, e lei con eleganza cerca di tirarlo giù.

Memorabile la collezione di Tom Ford per Gucci dell’autunno- inverno 1996, con i celebri abiti da sera bianchi, in jersey opaco fluido, con scollature vertiginose e gonne strette…Indimenticabili!

In politica

Nel ‘900 il bianco divenne anche un simbolo politico di protesta delle suffragette, le donne londinesi indossarono abiti bianchi come emblema di purezza nella lotta per il diritto di voto.

Per secoli la biancheria, sia per la casa che intima (quando veniva usata), doveva essere assolutamente bianca sia per ragioni morali (era considerato osceno avere una biancheria di altro colore), sia per motivi di igiene (era più semplice lavarla e sbiancarla).

Nella storia

Nell’antico Egitto, il bianco era legato alla dea Iside, i sacerdoti e le sacerdotesse del culto isiaco si vestivano solo di lino bianco, ed era usato anche per avvolgere le mummie. Gli antichi romani vestivano una semplice toga bianca che veniva indossata per le occasioni cerimoniali da tutti i cittadini romani di età compresa tra i 14 e i  18 anni.  I latini avevano due parole per identificare il colore bianco: albus, un bianco puro, (la fonte della parola albino), e candidus, un bianco più luminoso. Nel Seicento il bianco si affacciò con timidezza nell’abbigliamento, nei toni del latesin e del color perla. Nel XVIII secolo la moda del bianco trionfò in tutta Europa, soprattutto a Venezia in cui si usava per gli abiti portati in casa e nei luoghi di villeggiatura.

Nel periodo Neoclassico in voga oltre alle stoffe leggere anche il colore bianco,  lo stile Impero sotto Napoleone I, fu ispirato agli abiti  dell’antica Roma imperiale. Tali abiti erano di gran moda, ma considerando le condizioni meteorologiche più rigide della Francia settentrionale, mieterono molte vittime, tra le più celebri <em>fashion victim </em>del tempo, l’ex moglie di Napoleone, Joséphine de Beauharnais, che nel 1814 prese la polmonite e morì dopo aver fatto una passeggiata nella fredda aria notturna con lo zar Alessandro I di Russia. Il colore bianco dunque è legato in maniera indissolubile al nero, in alcune culture, in Cina o in Giappone per esempio, è associato al lutto, in altre invece si fa portavoce di valori di pace e uguaglianza, (la famosa bandiera bianca simbolo di resa o i look di John Lennon e Yoko Ono negli anni ’60 usati nelle loro campagne pacifiste), per concludere possiamo affermare che “Il bianco è soltanto il colore nero che gioca a nascondino” cit.

Articolo scritto da Maddalena Antoniazzi per La Matrioska

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