MILVA, un racconto di stile a colori.

”Quattro vestiti,

quattro colori,

quattro stagioni,

un solo amore…”

Questa canzone, cantata da Milva e composta da Ennio Morricone, parla di quattro colori simbolici (bianco, rosso, giallo e nero) e li associa alle stagioni dell’anno e alle fasi di un amore, che nasce, cresce, entra in crisi e muore. 

Per una consulente di immagine specializzata in armocromia e linguaggio simbolico del colore può esistere una canzone più ghiotta di questa? 

Lo scorso 24 aprile è morta Milva e oggi voglio celebrare l’artista e la donna in questo articolo, analizzando il suo stile proprio seguendo la traccia simbolica dei quattro colori citati nella canzone. 

LA PAGINA BIANCA

All’inizio della sua carriera Milva segue la moda del tempo. Siamo nel pieno degli anni ’60 e i suoi capelli sono ramati, dritti e cotonati, con le tipiche punte voltate all’insù. 

Veste spesso di bianco, con modelli a trapezio che lasciano scoperte le gambe. 

È davvero giovane Milva, ma già canta con quel timbro graffiante e profondo insieme, che le vale il soprannome di Pantera di Goro e la rende ben presto una delle tre Fiere della scena musicale italiana, accanto a Mina (la Tigre di Cremona) e Iva Zanicchi (L’Aquila di Ligonchio). 

Molto spesso veste colori che non donano particolarmente al suo viso, ma la giovinezza è appunto il tempo della sperimentazione, per arrivare pian piano ad una identità artistica e stilistica ben definita. 

ROSSA DENTRO E FUORI

Non si può parlare di Milva senza soffermarsi sulla fiammata dei suoi capelli, suo vero marchio di riconoscimento che la accompagnerà per tutta la vita. 

Concentra tutta la sua carica innovativa e seduttiva in quella chioma accesa, che fa contrasto con gli abiti eleganti, fluidi e discreti che sceglie. Come unica concessione, ogni tanto indossa le fantasie leopardate, che le stanno molto bene perché in armonia con i suoi colori naturali (in palette, diremmo oggi) e con il suo temperamento. 

Milva era senza dubbio una Donna Autunno, per capirci. 

E quei capelli, che di natura sarebbero stati molto più castani, lei li intensifica fino al rosso vivo, facendoli diventare la bandiera di un carattere e di un destino.

E di un credo politico, anche, visto che non ha mai fatto mistero di essere una donna schierata: è sua ‘Bella Ciao’, il celebre canto della resistenza partigiana italiana, ma nella versione in cui racconta la vita delle mondine, cioè delle donne che lavorano nelle risaie italiane in condizione di schiavitù. 

Tornando ai capelli, Milva inizia a tingerli già dagli anni ’70, ma all’inizio li fa ramati, più delicati e naturali, mentre poi col tempo vira sempre più verso il rosso fuoco, fino al colore vibrante, quasi ipnotico, degli ultimi anni.

Una come lei se la mangia, l’eleganza: ha fame di vivere, di amare, di viaggiare, di cantare. Ogni sua apparizione è puro spettacolo, il suo stile va oltre qualsiasi regola formale, ma difficilmente eccede con la provocazione. 

Come ricorda Stefano Dominella, presidente della maison Gattinoni che la veste per anni, ” Milva amava lo stile e l’alta moda, era una donna raffinata e determinata nelle scelte. L’abito non doveva essere troppo sensuale, non amava apparire. Unica concessione il rosso dei capelli. Puntava sull’eleganza, sceglieva mise in controtendenza sullo stile dell’epoca più rock”.

IL CALORE E LA SOCIALITÀ DEL GIALLO

”Non dimenticherò mai il nostro primo incontro per Studio Uno”, racconta sempre Dominella, in cui Milva gli dice ‘Caro, io non voglio fare Wanda Osiris, scegliamo degli abiti sui toni del beige, dell’oro, dell’ecrù’. 

È già una donna molto consapevole dei colori che le donano decenni prima dell’avvento in Italia della moderna armocromia. I suoi colori più valorizzanti sono infatti caldi e speziati, profondi e soffici insieme, cioè quelli che si ottengono quando ad una base gialla aggiungi un pizzico di nero e togli saturazione. 

I colori discreti accostati alla chioma brillante diventano così parte del personaggio di artista colta e perfezionista, che ama la poesia e riesce a tessere relazioni professionali inedite, originalissime. 

Nella sua carriera infatti Milva segue un doppio filone, quello della musica colta e quello della canzone popolare e forse questa è la ragione principale del suo successo e dell’amore che il pubblico nutre per lei, anche all’estero. 

Collabora con Alda Merini mettendo in musica poesie come ‘nata il 21 a primavera’ o ‘L’ albatros’ e dando vita a spettacoli commoventi in cui la ‘Poetessa dei Navigli’ siede sul palco accanto a lei, sempre con quel piglio da bambina ribelle. 

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Lavora con compositori come Luciano Berio, con il quale affronta testi di Italo Calvino, mentre con Mikis Theodorakis si cala nella musica d’autore greca.

Dalla collaborazione con Battiato nascono ‘Alexander platz’ e molti altri pezzi iconici, e la sua versatilità artistica la porta a diventare anche attrice di teatro: viene infatti riconosciuta come una delle migliori interpreti delle opere di Brecht, per la regia di Giorgio Strehler.

UNA GIACCA NERA

Uno degli abiti divenuti iconici addosso a Milva è la celebre giacca ‘Orlando’, creata da Gattinoni in omaggio al personaggio dell’omonimo romanzo di Virginia Woolf. Si tratta di una giacca strutturata di velluto nero, tutta ricamata e modellata a forma di clessidra. Milva per rendere omaggio all’artigianalità della creazione la indossa con fuseaux stretti, stivaloni alti e coda di cavallo. Il risultato è fuori dal tempo e modernissimo insieme, come se fosse creato ai giorni nostri.

Milva veste spesso anche abiti mutuati dall’abbigliamento maschile: ama sperimentare ogni sorta di personaggio, perciò alterna con disinvoltura giacca e cravattino per una serata e magari la volta successiva si presenta in abito lungo nero da sera, senza mai perdere l’eleganza e il filo dell’identità personale. 

Negli ultimi anni perde spesso lucidità e coscienza e nel 2010 è costretta a sospendere le esibizioni per vivere la sua malattia con la dignità che le è sempre appartenuta. 

La sua ultima apparizione sarà proprio per annunciare il ritiro dalle scene e, fedele alla sua eleganza d’animo, si mostra vestita con un abito nero sul quale spicca la consueta chioma morbida di onde rosse. 

Ciao Milva, ti possano accompagnare tutti i tuoi colori fino al luogo al di là di ogni sfumatura.