Non è tutto Rose e Fiori

È notizia di questi giorni che l’attrice Kate Winslet, da sempre impegnata sul fronte dell’accettazione dei corpi normali delle donne, abbia rifiutato di farsi ritoccare con Photoshop la pancia gonfia in una scena del suo ultimo film, rispondendo con un deciso ‘Non osare!’ al regista. 

In una successiva intervista ha spiegato: “Quello che mi preoccupa è che i volti sono belli. I volti che cambiano, che si muovono, sono volti belli, ma abbiamo smesso di imparare ad amare quei volti perché continuiamo a coprirli con filtri a causa dei social e chiunque può photoshoppare se stesso”. In passato aveva firmato un contratto con L’Oréal in cui veniva sancito che il suo viso non sarebbe stato alterato nel suo ruolo di testimonial del Brand: ‘Ragazzi, so quante linee ho intorno agli occhi. Per favore, rimettetele tutte a posto’.  

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L’Ombra del Rosa

Oggi, proprio sulla scia di esempi come il suo, vorrei fare una riflessione sulla potere della gentilezza verso se stesse e verso gli altri, simboleggiato tra tutti i colori proprio da quel rosa tanto odiato negli ultimi decenni dalle stesse donne, che non si riconoscono più in una narrazione unica del femminile come sesso debole e accogliente

Il rosa, nelle sue varie sfumature, specialmente quelle più delicate e de-saturate, al limite della tinta pastello, spesso viene rifiutato perché nell’immaginario collettivo è stato associato ai giochi di infanzia già orientati per genere (il ferro da stiro o l’aspirapolvere giocattolo sono sempre e solo rosa), alla Barbie (accusata per anni di veicolare un modello di bellezza irreale) e a quella femminilità remissiva e zuccherosa che ha il gusto di un confetto o di una Big Babol troppo dolce.

In tutto questo simbolismo moderno, però, il rosa non ha colpe. Si è ritrovato ad essere il capro espiatorio di un processo tuttora in atto, in cui si persegue la liberazione del femminile da una serie di retaggi storici interiorizzati. Così il rosa è divenuto il colore che più di tutti ricordava la sperequazione tra i generi, con le donne costrette ad essere fragili e accoglienti, e gli uomini costretti ad essere duri e a sopprimere le emozioni per non essere considerati ‘effeminati’. 

Eppure di per sé il rosa è semplicemente la variante del rosso ingentilita da un tocco di bianco. Conserva tutta la carica del rosso, ma invece di rivendicare i suoi spazi con piglio aggressivo e combattivo, ha imparato a usare diplomazia e sensibilità. Questo non significa che sia debole o meno efficace, anzi. Solo fa meno rumore, non mira a creare disordine ed essere visto come eroe, ma ottiene i suoi risultati con calma, conservando il sorriso ed esercitando empatia perfino nei confronti degli avversari.

Il potere del Rosa

Il rosa simboleggia il potere della gentilezza, qualità che presuppone grande forza d’animo e al tempo stesso riservatezza e capacità di mettere da parte l’ego in vista del conseguimento di un bene comune.

Bella sfida il rosa! Perché restare salda in piedi con il sorriso mentre ti senti sotto attacco è una disciplina mentale vera e propria. Che non significa non potersi arrabbiare o doversi mostrare coccolosa a tutti i costi, ma decidere dentro di non farsi scalfire e restare talmente centrata da non aver bisogno di reagire né di chiudere le porte. 
Oggi, proprio nel momento storico che segue il tempo della pandemia, in cui si torna timidamente a sperare di esserne finalmente fuori, c’è grande bisogno di rosa.  Il periodo trascorso ha fatto emergere chiaramente tutta l’ombra di cui l’essere umano è portatore e la massiccia presenza sui social ha acuito le polarizzazioni.  Oggi restare intimamente gentili e comportarsi con l’altro all’insegna della sensibilità significa essere fatti d’acciaio e di piuma insieme.  Non è facile, presuppone impegno costante ed è qualcosa che non si raggiunge solo con lo sforzo intellettuale, né con quello fisico.  Appartiene alla sfera dell’intelligenza emotiva, per dirla con Daniel Goleman, psicologo che ha contribuito in modo determinante a cambiare la prospettiva e ad evidenziare l’importanza di gestire in modo competente la relazione con se stessi, le proprie emozioni e gli altri. 

Scegliere il rosa come attitudine significa attuare una rivoluzione gentile, che non fa scalpore nell’immediato, ma mira al conseguimento di pace sociale e serenità nel lungo periodo. 
Scegliere il rosa come simbolo di azione nel mondo significa agire in modo ecologico ed empatico, tessendo relazioni e facendo del bene senza sbandierarlo.

Testimonial del Rosa

Tra le dive del passato una in particolare era una vera paladina del rosa e ne incarnava perfettamente tutti gli aspetti simbolici: Audrey Hepburn. Spesso indossava il colore rosa e la sua vita è un magnifico esempio di generosità, leggerezza, nobiltà d’animo e impegno sociale. 

Oggi tra i vip che meglio interpretano la carica rivoluzionaria gentile del rosa troviamo molti uomini, tra cui Brad Pitt, Harry Styles e Jason Momoa

Mentre tra le donne troviamo molte chiome rosa, come quella ormai classica della cantante Pink e varie neofite come Emily Ratajkowski, Chiara Ferragni, Katy Perry e Scarlett Johansson.